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L’11 Marzo del 1855, durante i solenni festeggiamenti in Taggia per la definizione del Dogma dell’Immacolata Concezione, tutto il popolo vide la santa Immagine avvivarsi in volto,

Impariamo dai Santi S. Francesco di Sales raccomandava ai suoi numerosi figli spirituali di recitare il Rosario con grande affetto «in compagnia dell'Angelo Custode». S. Paolo della Croce recitava il Rosario con tanta devozione che sembrava parlasse con la Madonna; e raccomandava con trasporto a tutti: «Il Rosario si deve recitare con grande devozione perché si parla con la SS. Vergine». Dell'angelico giovane S. Stanislao Kostka è stato scritto che quando recitava il Rosario «in ginocchio dinanzi alla Madre sua, commuoveva di meraviglia; con quel suo modo soave e pieno di fede con cui la invocava, si sarebbe detto che l'aveva realmente davanti a sé e la vedeva». S. Vincenzo Pallotti voleva che il Rosario fosse recitato sempre con decoro, sia nelle chiese che nelle case, negli ospedali, per le strade. Una volta, un sacerdote recitava il Rosario troppo in fretta; il Santo si avvicinò e gli disse con grazia: «Ma se qualcuno avesse un po' d'appetito (spirituale), lei con la sua fretta gli impedirebbe di soddisfarlo». Santa Caterina Labouré colpiva chi la osservava recitare il Rosario, per l'intenso sguardo d'amore con cui fissava l'immagine della Madonna e per l'accento pacato e dolce con cui pronunciava le parole dell'Ave Maria. S. Antonio Maria Claret fin da ragazzo recitava il S. Rosario con trasporto vivissimo. Invogliava i suoi compagni di scuola, dirigeva lui la recita e «si avvicinava quanto più poteva alla balaustra dell'altare della Vergine, assumendo l'atteggiamento di un cherubino». Quando Santa Bernardetta recitava il Rosario, i suoi «occhi neri, profondi e brillanti, diventavano celestiali. Contemplava la Vergine in spirito; sembrava ancora in estasi». Lo stesso, dell'angelica martire Santa Maria Goretti è stato scritto che recitava il Rosario «con volto assorto quasi in visione di cielo». Anche S. Pio X recitava il Rosario «meditandone i misteri, assorto e come assente alle cose della terra, pronunciando le Ave con tale accento che qualcuno ebbe a pensare se egli non vedesse in spirito la Purissima che invocava con sì infuocato amore». E chi non ricorda come recitava il Rosario alla Radio Vaticana il Papa Pio XII? Enunciava il mistero, qualche attimo di silenzio contemplativo, poi la recita scandita e amorosa del Padre nostro e dell'Ave Maria. Infine, ricordiamo il Servo di Dio Giuseppe Tovini, avvocato, sociologo, scrittore, padre di dieci figli, che recitava ogni sera il Rosario con la famiglia, in modo veramente edificante. La figlia carmelitana ci attesta che «pregava con le ginocchia piegate, appoggiate al sedile della sedia, con le mani giunte sopra il petto, la testa leggermente bassa oppure rivolta con amore e gran fervore verso l'immagine della Madonna». Ma, in definitiva, chi mai potrà dire con qual trasporto d'amore e con quanta partecipazione interiore i Santi recitavano il Rosario? Beati loro! «Ora parliamo con la Mamma buona»: così diceva il Servo di Dio P. Anselmo Treves ai presenti, prima di iniziare il Rosario. Così dobbiamo disporre la nostra anima alla recita del Rosario.

muovere le pupille guardando i circostanti. Questo prodigio si verificò ad intervalli per oltre tre mesi, e la cara Immagine venne chiamata Madonna Miracolosa.

Preghiere

Memore di San Bernardo

Ricordati, o piissima Vergine Maria, non essersi mai udito al mondo che alcuno abbia ricorso al tuo patrocinio, implorato il tuo aiuto, chiesto la tua protezione e sia stato abbandonato. Animato da tale confidenza, a te ricorro, o Madre, o Vergine delle vergini, a te vengo e, peccatore contrito, innanzi a te mi prostro. Non volere, o Madre del Verbo, disprezzare le mie preghiere, ma ascoltami propizia ed esaudiscimi. Amen. (Indulgenza parziale)


Preghiera all'Angelo Custode appena svegli

Angelo Santo, potentissimo e fedelissimo Custode dell'anima mia, che vedendo di continuo la faccia del divin Padre, di continuo anche mi assisti, difendimi da ogni assalto del demonio, proteggimi fra le insidie degli spiriti maligni, sia che vegli o dorma, e ovunque io mi trovi.

Rimuovi in me tutte le occasioni di peccato, ispirami santi pensieri, dirigi le mie opere e le mie parole secondo la volontà del Signore.

Scuotimi se mi lascio vincere dalla pigrizia; consolami se la tristezza mi abbatte; se inciampo sostienimi; sollevami se cado; aiutami se sono in pericolo.

Ti ringrazio dell'amorevole custodia che hai avuto di me questa notte e della dilezione che mi dimostri, benché immeritevole.

A te raccomando quest'oggi e in qualsiasi altro giorno della mia vita, l'anima mia e il mio corpo e imploro il tuo aiuto, insieme all'aiuto di tutti i beatissimi Spiriti, affinché mi assistano in tutte le mie angustie e necessità.

Non mi abbandonare nel tempo della mia penosa agonia e se in vita mi sei stato salutevole presidio, in morte siimi di singolare consolazione e conforto.

(Preghiera composta dal Cardinal Bona, autore dell'operetta "Orologio ascetico")